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SANITÀ, LA SVOLTA DELL’EMILIA-ROMAGNA: “CURARE I SANI PER SALVARE IL SISTEMA PUBBLICO”

 |  APR

Vincenzo Colla: “La sanità del futuro cura le persone prima che si ammalino”.
Broccoli annuncia la nuova legge regionale sulla prevenzione

La prima legge sanitaria della nuova legislatura regionale sarà dedicata alla prevenzione. È l’annuncio arrivato nel corso del talk “Curare il futuro: il modello emiliano-romagnolo alla prova delle nuove sfide”, prodotto da Hey Italia e promosso da EY nell’ambito di HEY Emilia-Romagna, che ha riunito istituzioni, sanità pubblica, innovazione e industria biomedicale per discutere il futuro del sistema sanitario regionale.

“A proporla sarà questa Giunta e sarà la nuova legge regionale sulla prevenzione”, ha annunciato Lorenzo Broccoli, direttore generale Cura della persona, salute e welfare della Regione Emilia-Romagna, indicando così la direzione strategica scelta dalla Regione: spostare progressivamente il baricentro dalla gestione della malattia alla capacità di intercettare prima bisogni, fragilità e cronicità. “Dobbiamo andare a cercare i bisogni nella popolazione, intercettare le cronicità e costruire una sanità sempre più vicina alle persone”, ha spiegato Broccoli, sottolineando la necessità di rafforzare la medicina territoriale, le Case della comunità e l’integrazione tra sanità, sociale e sociosanitario.

Una prevenzione che, secondo il direttore generale regionale, dovrà andare oltre screening e vaccinazioni: “La salute deve entrare in tutte le politiche”. A sintetizzare il nuovo paradigma è stato il vicepresidente della Regione Emilia- Romagna Vincenzo Colla: “La sanità è l’unica azienda che meno clienti ha e  meglio è. Per avere meno clienti bisogna curare le persone da sane, capire di cosa possono avere bisogno e metterle nelle condizioni di non ammalarsi”. Per Colla, la prevenzione rappresenta oggi il vero terreno su cui si gioca il futuro della sanità pubblica: “Prevenzione, prevenzione, prevenzione. I nostri nonni dicevano che prevenire è meglio che curare. Avevano ragione loro”.

Una strategia che richiede un utilizzo sempre più evoluto dei dati sanitari e una maggiore capacità di leggere i bisogni delle comunità: “La mappatura del territorio e dei soggetti diventerà fondamentale”. Il vicepresidente regionale ha inoltre collegato la qualità della sanità alla competitività economica del territorio: “Se non funziona la sanità  crolla anche l’economia. Le imprese oggi chiedono due cose: il sistema universitario e il sistema delle protezioni. Se non hai una sanità che funziona, gli investimenti non arrivano”.

Grande attenzione anche al ruolo dei dati e dell’intelligenza artificiale. Ella Cocchi, direttore dei sistemi informativi e innovazione dell’Ospedale Niguarda, ha sottolineato come il vero salto oggi sia nella capacità di utilizzare le informazioni raccolte: “I dati adesso li abbiamo. Ora dobbiamo decidere come usarli”. Secondo Cocchi, interoperabilità, telemedicina e intelligenza artificiale possono rendere le cure “più efficaci, personalizzate e vicine al paziente”, liberando tempo per medici e operatori sanitari. Sul tema della trasformazione digitale è intervenuto anche Gianluca Focaccia, partner di EY, che ha richiamato la necessità di mantenere il cittadino al centro dell’innovazione: “La tecnologia pubblica non deve avere come fine la tecnologia stessa, ma permettere ai cittadini di accedere ai propri diritti”.

Per Focaccia, la sanità del futuro dovrà essere “più preventiva, più territoriale, più integrata e più sostenibile”, grazie a una programmazione basata sui dati e su modelli di cura personalizzati. Dal mondo dell’industria biomedicale, Guido Beccagutti, direttore generale di Confindustria Dispositivi Medici, ha evidenziato il valore strategico della filiera sanitaria per il sistema economico nazionale: “La tecnologia è uno degli elementi che può efficientare il sistema sanitario, ma solo insieme al capitale umano e a modelli organizzativi adeguati”. Un passaggio accompagnato dalla richiesta di garantire maggiore stabilità normativa e prospettive di lungo periodo alle imprese del settore.

Davide Conte, presidente di Lepida, ha infine richiamato il tema della sicurezza dei dati e dell’integrazione tra sistemi: “I dati sono persone e vanno protetti”. Conte ha indicato come obiettivo la costruzione di “condotte interconnesse” tra sanità, territorio e istituzioni, superando i silos informativi che ancora rallentano i percorsi di cura. Dal dibattito è emersa così una visione condivisa: la sanità emiliano-romagnola punta a evolvere da un modello centrato sulla gestione della malattia a un sistema fondato su prevenzione, medicina territoriale, dati e presa in carico anticipata delle fragilità, mantenendo al centro il carattere universale della sanità pubblica.

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